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Contratto di collaborazione sportiva dilettantistica
Le caratteristiche del contratto di collaborazione sportiva dilettantistica

Per contratti di collaborazione sportiva intendiamo quei contratti di collaborazione coordinata e continuativa stretti tra le Asd (Associazioni Sportive Dilettantistiche) o le Ssd (Società Sportive Dilettantistiche) e dei soggetti privati che collaborano con esse. Questi soggetti sono quelli che rientrano in diverse categorie tra le quali istruttori, tecnici, allenatori, atleti dilettanti, arbitri, giudici di gara che siano impegnati in gare o manifestazioni di natura dilettantistica. Vediamo nel dettaglio le caratteristiche di questo tipo di contratto.

Compensi nell'ambito della collaborazione sportiva dilettantistica

I compensi erogati nell’ambito di un contratto di collaborazione stretto con ASD o SSD non lucrative costituiscono redditi diversi ai sensi dell’articolo 67 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917 e non sono quindi reddito tassabile fino alla soglia massima di 10mila euro annui (incrementata nel 2018 rispetto ai 7.500 precedentemente previsti). I compensi derivanti invece da collaborazioni con associazioni o società sportive dilettantistiche lucrative costituiscono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.

Caratteristiche del rapporto di collaborazione sportiva dilettantistica

I contratti di collaborazione sportiva dilettantistica devono prevedere determinate caratteristiche per quanto riguarda il rapporto tra le due parti. Tra queste:

  • l’autonomia e quindi l’assenza di vincoli di subordinazione e la libertà di stabilire autonomamente tempi e modalità nell’esecuzione della prestazione
  • la personalità dell’esecuzione della prestazione
  • il coordinamento rispetto alle esigenze dell’attività per la quale il committente ha richiesto la collaborazione
  • la continuità nel tempo del rapporto di collaborazione
  • la natura non professionale della collaborazione
  • la presenza di retribuzione che deve essere corrisposta in forma periodica e prestabilita

In mancanza di questi requisiti viene meno la natura di collaborazione e si entra in tipologie lavorative differenti. La mancanza di continuità temporale ad esempio rende la collaborazione rientrante nell’ambito del lavoro occasionale mentre se vengono meno il criterio dell’autonomia e l’aspetto dilettantistico il rapporto si può configurare come di subordinazione e quindi rientra in altre tipologie contrattuali e fiscali.

Il contratto di collaborazione non prevede altri vincoli particolari e va redatto sotto forma di lettera di incarico in cui è bene indicare in modo chiaro il tipo di attività che viene richiesta, il luogo in cui questa verrà svolta, le responsabilità in capo al soggetto titolare della collaborazione e il compenso pattuito. L’instaurazione della collaborazione deve essere comunicata al Centro per l’Impiego.