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esenzione imposta di bollo associazioni sportive dilettantistiche
Associazioni o Società Sportive Dilettantistiche ed esenzione dall’imposta di bollo

Atti, documenti e certificazioni emessi o richiesti da Associazioni Sportive Dilettantistiche o da Società Sportive Dilettantistiche non lucrative sono esenti dall’imposta di bollo e tra gli atti compresi nell’esenzione rientrano anche le ricevute e gli estratti di conto corrente. Questo è quello che prevede la normativa in materia e quello che è stato ribadito e quindi ulteriormente confermato da una recente pronuncia dell’Agenzia delle Entrate. La disposizione è pertanto ormai pacifica e non contestabile e si tratta senza dubbio di un beneficio significativo di cui possono godere ASD e SSD.

Esenzione dall’imposta di bollo delle associazioni sportive dilettantistiche

L’imposta di bollo è disciplinata dal d.P.R. 26 ottobre 1972, n.642 che prevede una serie di esenzioni relative a determinati soggetti e realtà. Queste esenzioni sono elencate nella tabella dell’allegato B del decreto denominata “Atti, documenti e registri esenti dall’imposta di bollo in modo assoluto” che da gennaio 2019 è stata modificata includendo anche le Società Sportive Dilettantistiche senza fine di lucro. L’esenzione spetta quindi per “atti, documenti, istanze, contratti, nonché copie anche se dichiarate conformi, estratti, certificazioni, dichiarazioni e attestazioni poste in essere o richiesti da organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) nonché dalle federazioni sportive, dagli enti di promozione sportiva e dalle associazioni e società sportive dilettantistiche senza fine di lucro riconosciuti dal CONI”. L’elenco dei documenti e degli atti beneficiari dell’esenzione è pertanto abbastanza completo e dettagliato, ma l’Agenzia delle Entrate, sollecitata dall’interpello di un contribuente, è entrata ancor più nel dettaglio per mezzo di una risposta pubblicata ad agosto 2019.

La risposta dell’Agenzia delle Entrate

A interrogare l’Agenzia delle Entrate è stata una SSD senza fine di lucro che ha chiesto se le ricevute emesse a fronte dell’incasso dei corrispettivi per i servizi specifici erogati agli associati o tesserati possano considerarsi esenti dall’imposta di bollo e se l’esenzione è estesa anche ai conti correnti. L’Agenzia delle Entrate ha risposto positivamente a entrambi i quesiti, nel primo caso spiegando che le ricevute “rappresentano un documento con il quale si certificano i servizi specifici erogati agli associati a fronte dell’importo versato dai beneficiari di tali prestazioni” e, in riferimento al secondo quesito, specificando che “l’espressione ‘estratti’ si ritiene possa includere anche i documenti contenenti informazioni in ordine alla gestione finanziaria del conto corrente”.