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Anpals contro la chiusura delle palestre: petizione e ricorso al TAR

Anpals è in prima linea nella battaglia contro la chiusura delle palestre disposta dal governo come misura per il contrasto al diffondersi della pandemia. L’Associazione Nazionale Palestre e Lavoratori Sportivi intende infatti tutelare, attraverso una serie di iniziative, i diritti dei lavoratori e degli imprenditori del settore fitness, ma si batte anche per il diritto allo sport, fortemente legato a benessere e salute: aspetti che dovrebbero essere tenuti in forte considerazione e promossi, oggi più che mai, e che invece, vengono fortemente penalizzati dalla chiusura dei centri sportivi.

Anpals si oppone quindi con l’obiettivo primario di far valere il diritto al lavoro delle categorie da essa rappresentate, sostenendo tra l’altro che palestre e centri fitness sono luoghi sicuri, anche e soprattutto in seguito alle misure adottate in occasione della riapertura successiva al primo lockdown: igienizzazione, distanziamento, registrazione delle presenze, per citarne solo alcune.

“Sospendere l’attività delle palestre comporterà la fine per molte strutture che non ce la faranno a riaprire - spiegano dall’associazione - stiamo pertanto preparando un ricorso da inoltrare al TAR per evidenziare gli abusi commessi nei riguardi di una intera categoria, quella dei titolari di centri sportivi, costretti a chiudere e privati del sacrosanto diritto al lavoro come recita l’art. 1 della nostra Costituzione. La nostra associazione ha quindi avviato un’azione collettiva per presentare un ricorso al TAR contro la chiusura. Ad essa si aggiunge una raccolta di firme per opporsi a un governo che in virtù di un diritto alla salute ci sta conducendo alla rovina”.

In fase di valutazione sono anche azioni legali con intento anche risarcitorio per i forti danni economici subiti da molti operatori di questo settore.

“Le palestre da tempo si attengono a restrizioni per contenere il contagio del virus, osserviamo: ingressi contingentati, misurazione della febbre, richiesta autocertificazione, rispetto di 2 metri tra utenti, igienizzazione degli attrezzi, degli spogliatoi, delle docce, degli armadietti. Lo sport è vita, non si possono chiudere le palestre”. Questo il testo della petizione, già sottoscritta da circa 14mila persone: per firmarla è necessario cliccare su questo link, mentre per maggiori informazioni si può scrivere un’email all’indirizzo losportnonsiferma@gmail.com.