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riforma sport 2020
Riforma dello Sport: cosa prevede la bozza di Testo Unico

Tra molte polemiche procedono i lavori per l’entrata in vigore della Riforma dello Sport. Fortemente voluta dal ministro, Vincenzo Spadafora, ma fortemente contestata da ampie parti del mondo sportivo italiano, tra le quali il CONI, l'iter è al momento fermo all'uscita di una bozza di Testo Unico che contiene le principali novità che si vorrebbero introdurre: vediamo di quali si tratta.

Definizione di sport

Innanzitutto si codifica l’ambito di applicazione introducendo una definizione di sport: “si intende per sport qualsiasi forma di attività fisica fondata sul rispetto di regole codificate che, attraverso una partecipazione organizzata o non, ha per obiettivo l'espressione o il miglioramento della condizione fisica e psichica, lo sviluppo delle relazioni sociali o l'ottenimento di risultati in competizioni di tutti i livelli”.

Lavoro sportivo

Significative novità riguardano i lavoratori sportivi e la disciplina dei rapporti di lavoro. “È lavoratore sportivo l'atleta, l'allenatore, il direttore tecnico, il direttore sportivo, il preparatore atletico e il direttore di gara che, senza alcuna distinzione di genere e indipendentemente dal settore professionistico o dilettantistico, esercita l'attività sportiva verso un corrispettivo al di fuori delle prestazioni amatoriali”. Questo prevede la bozza di testo unico che passa poi a disciplinare il lavoro subordinato, quello autonomo, le collaborazioni coordinate e continuative e le prestazioni occasionali.

Apprendistato

Se la riforma dovesse entrare in vigore così com’è, un’altra importante novità sarebbe quella relativa all’introduzione dell’apprendistato per i giovani atleti. Viene quindi promossa la formazione e professionalizzazione di ragazze e ragazzi che intendono operare nel mondo dello sport, anche attraverso la previsione di contratti di apprendistato.

Abolizione vincolo sportivo

Il vincolo sportivo consiste nell’obbligo, per gli atleti anche dilettanti, di svolgere attività sportiva agonistica solo per la società con cui sono tesserati, non potendo cambiare club se non con il consenso di quello a cui ha precedentemente aderito. La riforma dello sport prevede l’abolizione del vincolo in favore della libertà contrattuale dell’atleta.

Asd e Ssd

Per quanto riguarda Associazioni Sportive Dilettantistiche e Società Sportive Dilettantistiche si apre alla possibilità, per queste realtà, di costituirsi in forma societaria, introducendo anche la possibilità di destinare "una quota inferiore al cinquanta per cento degli utili e degli avanzi di gestione annuali … di dividendi ai soci, in misura comunque non superiore all’interesse massimo dei buoni postali fruttiferi, aumentato di due punti e mezzo rispetto al capitale effettivamente versato": su questi aspetti si attendono tuttavia chiarimenti indispensabili a un'eventuale applicazione della norma. Si prevede inoltre che ASD e SSD possano assumere la qualifica di enti del terzo settore e si chiarisce che queste debbano svolgere l'attività sportiva "in via stabile e principale". 

Nuova governance dello sport

Uno dei punti più dibattuti e avversati è quello relativo alla nuova governance dello sport. Le principali novità riguardano il nuovo Dipartimento per lo Sport, struttura amministrativa della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che sarà chiamato tra l’altro a vigilare sul CONI, sulla società Sport e Salute Spa, sulle Federazioni Sportive Nazionali e sugli Enti di promozione sportiva che dal dipartimento stesso dovranno essere riconosciuti. Significative sono le modifiche che si intende introdurre in riferimento al ruolo, all’attività e al funzionamento del CONI.